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Economia nel medio periodo

Dalla IS-LM alla AD

Il passaggio dalla IS-LM alla AD si ottiene abbandonando l’ipotesi di completa rigidità dei prezzi. Nel precedente capitolo abbiamo scritto la LM come equazione dell’equilibrio tra domanda e offerta reale di moneta. Data l’ipotesi di prezzi fissi e normalizzati a 1, avevamo scritto la LM come:
¯M = kY + l - hr
Gli spostamenti sul piano della AD sono dovuti (a parità di parametri comportamentali) a:
1) uno spostamento verso l’alto della IS (maggiore spesa pubblica o investimenti privati);
2) uno spostamento verso destra della LM a parità di prezzi (maggiore quantità di moneta).
C on una AS orizzontale (P = cost.), l’effetto di uno spostamento della AD è esclusivamente su Y ; i prezzi rimangono costanti. Il livello di output è esclusivamente determinato dal lato della domanda, cioè dal modello IS LM. Le cose cambiano se la AS non è orrizzontale, bensì positivamente inclinata. Ma come è possibile che le cose stiano in questo modo?

L’aggiustamento dei salari e la curva di Phillips

Per rispondere all’interrogativo appena posto è necessario abbandonare l’ipotesi che i salari monetari siano fissi, su cui abbiamo costruito tutta l’analisi di breve periodo. In effetti, non appena si vada oltre l’orizzonte del breve periodo, i salari monetari possono variare liberamente. Anzi, è proprio la loro variabilità che, in presenza di un mark-up costante e di produttività pure costante, rende variabili i costi e quindi giustifica la variabilità dei prezzi. Come si è visto nel capitolo 4, in un mercato del lavoro imperfetto, il salario contrattato dai sindacati o il salario di efficienza è una funzione crescente del livello di occupazione e, quindi, decrescente del tasso di disoccupazione. È esattamente questo il significato della curva BRW. D’altra
parte, la curva PRW esprime il salario (reale) che le imprese sono disposte a pagare, cioè che - data la tecnologia e dato il loro potere di mercato - massimizza i loro profitti. L’incontro tra le due curve determina il tasso di disoccupazione di lungo periodo (uL) e, contemporaneamente una distribuzione del prodotto pro-capite “di equilibrio”, nel senso che tanto i lavoratori quanto le imprese sono soddisfatte delle rispettive quote (f - z ai salari e z ai profitti). Qualora però, per qualsiasi ragione, l’equilibrio IS-LM di breve periodo implichi un tasso di disoccupazione inferiore a uL il salario desiderato dai lavoratori (wB) sarà superiore a quello che le imprese sono disposte a pagare (wP ). Ne segue che l’equilibrio distributivo sarà rotto: la quota del prodotto pro-capite desiderata dai lavoratori sarà superiore a quella che le imprese sono disposte a lasciare ai lavoratori. Si genera così un conflitto distributivo la cui conseguenza sarà un aumento del livello generale deui prezzi. La variazione dei salari monetari richiesta all’inizio dell’anno dai lavoratori dipenderà quindi dal tasso di inflazione atteso. L’equazione (10.5) rappresenta la cosiddetta curva di Phillips, cioè una relazione tra variazione dei salari monetari e scarto del tasso di disoccupazione dal suo livello naturale, “aumentata” dalle aspettative di inflazione. Tale relazione è decrescente, ma ha un’intercetta con l’asse delle ordinate che è determinato dal livello dell’inflazione attesa.

Data la notevole presenza di formule e grafici si prega di prendere visione del documento pdf scaricabile.

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