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Risparmio e investimento nel lungo periodo

Il ruolo del mercato finanziario

Il ruolo macroeconomico del sistema finanziario è quello di far affluire i fondi risparmiati ai soggetti che li spendono. In generale, considerando un’economia chiusa agli scambi con l’estero,le famiglie sono i soggetti che risparmiano, mentre imprese e settore pubblico sono i soggetti che spendono (il risparmio pubblico è in genere negativo). Il sistema finanziario è costituito da:

MERCATI FINANZIARI
mercato obbligazionario
mercato azionario

INTERMEDIARI FINANZIARI
banche
assicurazioni, fondi comuni, sim, agenti di cambio, ecc...

Dalla contabilità nazionale alla teoria economica

Riprendiamo alcune delle identità di contabilità nazionale introdotte nel primo capitolo, ma con riferimento ora a un’economia chiusa agli scambi con l’estero e trascurando i trasferimenti alle famiglie da parte della Pubblica Amministrazione. L’identità tra reddito e spesa sarà:

Y = C + I + G (5.1)

Il reddito può essere impiegato per consumi, risparmi (privati) e pagamenti d’imposte:

Y = C + SP + T (5.2)

Infine, il risparmio privato è uguale alla somma di investimenti privati e disavanzo pubblico:

SP = I + (G - T ) (5.3)

Ma da (5.1) si ha I = Y -G-C. Perciò, sostituendo in (5.3) e semplificando si ottiene:

SP = Y - C - T

Infine, sostituendo quest’ultima espressione in (5.2) ricaviamo:

Y - C - T = I + (G - T ) (5.4)

o anche: (Y - C - T) + (T - G) = I (5.5)

Tanto la (5.4) quanto la (5.5) rappresentano un conto “risorse - impieghi”. Dalla (5.5) emerge che il risparmio privato (Y -C -T ) e risparmio pubblico (T - G) finanziano gli investimenti privati: S = I (5.6) A livello contabile - lo si è già detto nel primo capitolo - l’identità si realizza grazie al modo in cui vengono contabilizzate le scorte. Resta da chiedersi se l’uguaglianza tra risparmi e investimenti può essere garantita come equilibrio tra scelte di risparmio e scelte di investimento. La questione è della massima rilevanza in quanto senza l’equilibrio tra risparmi e investimenti non può realizzarsi neanche l’equilibrio tra domanda e offerta aggregata, su cui pure abbiamo fondato l’analisi dei due capitoli precedenti. In effetti la (5.1) può essere reinterpretata come un’equazione che rappresenta la domanda aggregata, suddivisa nelle sue componenti:

AD = C + I + G (5.7)

L’uguaglianza tra (5.7) e (5.2) esprime l’uguaglianza tra reddito e spesa. Poiché la (5.6) non è altro che una manipolazione dell’uguaglianza tra (5.1) e (5.2) ovviamente lo è anche dell’uguaglianza AD = Y; ma allora:

AD < Y allora I < S
AD > Y alloraI > S

Poiché il valore delle scorte è semplicemente Y -AD, è evidente che contabilizzare le scorte come investimenti, cioè come spesa, implica che l’uguaglianza è contabilmente sempre verificata. Ma le scorte possono essere desiderate o inesiderate. La presenza di scorte non desiderate è segnale di una situazione non di equilibrio. I soggetti economici cambieranno comportamenti. La domanda allora è: i mercati finanziari sono in grado di coordinare risparmi e investimenti in modo che AD = Y sia un equilibrio e non solo un’identità contabile? Con riferimento al lungo periodo, la risposta al quesito è positiva. Il risparmio si risolve interamente in offerta di fondi mutuabili, gli investimenti si risolvono in domanda di fondi mutuabili, e il mercato dei fondi mutuabili è perfetto. In un contesto simile il prezzo dei fondi mutuabili - cioè il tasso di interesse reale (r = i -p) - consentirà di equilibrare risparmi e investimenti.

Il risparmio

Per analizzare le decisioni di risparmio si fa ricorso alla teoria della scelta intertemporale. Una decisione di risparmio, in tale contesto, è una scelta di rinvio del consumo dal periodo presente al futuro. Qui di seguito consideriamo una semplice scelta su due periodi: oggi e domani (il mondo termina alla fine di “domani”). Descriviamo, innanzitutto, il vincolo di bilancio intertemporale, assumendo che i prezzi siano costanti (P0 = P1). Il consumo di oggi è dato ovviamente dalla differenza tra reddito di oggi e risparmio:

C0 = Y0 - S

Il consumo di domani sarà dato dal reddito di domani e dal risparmio di oggi capitalizzato al saggio di interesse reale corrente:

C1 = Y1 + S(1 + r)

Naturalmente, al variare del reddito (presente e/o futuro) si sposterà l’intero vincolo di bilancio e, quindi, varierà la scelta ottimale del risparmiatore. Sarebbe pertanto più corretto scrivere la funzione del risparmio individuale e aggregato nella forma:

S = S(r, Y )

ma poiché stiamo ancora esaminando situazioni di lungo periodo, il reddito è fissato al suo livello di trend. Quindi non ha senso analizzare l’influenza delle sue variazioni (che non ci sono) sul risparmio epossiamo tranquillamente utilizzare la forma funzionale S = S(r).

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