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L'acqua, la più importante risorsa del nostro pianeta, messa a rischio da grandi opere inutili, intere comunità private dell'accesso a questo bene comune. Tra ora e il 2010, quando si prevede che la popolazione cinese sarà cresciuta di 126 milioni di persone, la Banca Mondiale prevede che la domanda d'acqua da parte delle città dell'intero paese aumenterà da 50 miliardi di metri cubi a 80 miliardi, pari a una crescita del 60%. Nel frattempo la richiesta d'acqua per l'industria aumenterà da 127 miliardi di metri cubi a 206 miliardi, pari a una crescita del 62%.

Con le falde acquifere che si stanno prosciugando, la Cina sta cercando di rendere uguale la quantità d'acqua che si utilizza a quella delle scorte. Ha di fronte tre strade diverse: conservazione dell'acqua, deviazione dell'acqua dal sud del paese al nord, e importazione di grano. La deviazione dell'acqua dal sud al nord per trasportare l'acqua dal bacino del fiume Yangtze costerà decine di miliardi di dollari e costringerà centinaia di migliaia di persone a spostarsi. Un investimento pari a questo fatto nell'utilizzazione migliore dell'acqua per l'industria e in apparecchi casalinghi e per l'irrigazione più efficienti produrrebbe probabilmente più acqua. Dal momento che ci vogliono 1.000 tonnellate d'acqua per produrre una tonnellata di cereali, importare grano è il modo migliore per importare acqua.

L'acqua sulla Terra è il 40 per cento in meno di trent'anni fa, e nel 2020 tre miliardi di persone resteranno senza. Il pianeta è rimasto a secco e, guarda caso, ce ne siamo accorti troppo tardi. Sotto la spinta della crescita demografica e per effetto dell'inquinamento, le risorse idriche pro capite negli ultimi trent'anni si sono ridotte del 40 per cento. Gli scienziati avvertono che, intorno al 2020, quando ad abitare la Terra saremo circa 8 miliardi, il numero delle persone senza accesso all'acqua potabile sarà di 3 miliardi circa. Le soluzioni prospettate finora per far fronte al problema hanno cercato di aumentare l'offerta, piuttosto che di contenere la domanda, rivelandosi però inefficaci: le grandi dighe sono al centro di dibattiti per gli alti costi umani e ambientali e per la razionalità ecologica, mentre la desalinizzazione, oltre ad avere costi economici proibitivi, presenta forti controindicazioni dal punto di vista ambientale ed energetico. Questi e altri stratagemmi mostrano tutti i loro limiti rispetto al complesso ecosistema del ciclo dell'acqua. Di fronte al fallimento della tecnica, aumentano le previsioni catastrofiche sulla battaglia planetaria che si scatenerà per l'accesso all'"oro blu" del XXI secolo. "Il whisky è per bere, l'acqua per combattersi", sosteneva Mark Twain, e le tesi di osservatori internazionali, personalità politiche ed esperti di strategia sembrano confermare quella riflessione. Di fronte ai dati allarmanti sullo stato delle risorse idriche del pianeta, la maggior parte degli esperti hanno dichiarato che "le guerre del ventunesimo secolo scoppieranno a causa delle dispute sull'accesso all'acqua".

Per questi motivi i titoli delle società che hanno a che fare con l'acqua rappresentano un'interessante opportunità di investimento nel lungo periodo. Indipendentemente dall'orientamento politico dei diversi governi, presto saranno necessari investimenti di dimensioni molto importanti per poter garantire le adeguate forniture idriche.
Sono oltre 800 le aziende specializzate nel settore e le stime degli analisti indicano un giro d'affari in crescita anche del 10% annuo per il prossimo decennio, con il conseguente apprezzamento delle azioni delle società quotate sui listini di tutto il mondo. Finora chi ci ha creduto è stato premiato.

Il fondo che presentiamo tende a monitorare con attenzione due comparti strategici. Da una parte le aziende che forniscono l'acqua e dall'altra società che produco e vendono le componenti per realizzare le infrastrutture idriche.

Scarica il prospetto informativo del fondo cliccando qui.

Per ricevere maggiori informazioni e le istruzioni per poter aderire contatta il responsabile scrivendo a mmoretti@nuoviinvestimenti.it

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