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SOMMARIO - LE DIREZIONI DEL MERCATO Questa è una riproduzione parziale del documento composto di 47 pagine. La presente riproduzione è stata preventivamente autorizzata. Il volume è scaricabile previa registrazione al sito Tradingprofessionale.it LE DIREZIONI DEL MERCATO Il dilemma vissuto da qualsiasi trader che
decida di operare utilizzando un sistema
trend-following è rappresentato dalla consapevolezza
del ritardo con cui tali sistemi
entrano in posizione.
Tale caratteristica spesso conduce a situazioni RIALZISTA, RIBASSISTA O LATERALE La definizione classica di trend prevede che si possa parlare di movimento rialzista in presenza di successioni di minimi e massimi crescenti. In altre parole, se nel tempo si assiste alla formazione di un grafico a barre in cui ogni barra è tendenzialmente spostata più in alto rispetto alla precedente, è lecito affermare che ci si trova in presenza di un trend rialzista. Analogamente in caso di movimenti discendenti: successioni di minimi e massimi decrescenti qualificano un trend ribassista. In entrambi i casi, tuttavia, non è implicito che ogni barra sia necessariamente posizionata più in alto o più in basso rispetto alla precedente: è sufficiente che la maggior parte di esse lo sia e che il movimento, rappresentato dal grafico, sia evidente anche a colpo d’occhio. A questo proposito, poiché l’analisi tecnica è ben lungi dall’essere una scienza esatta, va sottolineato che la componente legata all’interpretazione è molto rilevante e, proprio per questo, l’esperienza e l’occhio allenato dell’analista esperto giocano un ruolo fondamentale. Profondamente differenti dai trend rialzisti o ribassisti, quelli laterali si sviluppano in orizzontale, delimitando i prezzi tra due livelli, definiti supporto e resistenza che ne contengono le oscillazioni. Supporti e resistenze rispettivamente sostengono i prezzi nelle fasi di debolezza e ne frenano i rialzi nei momenti di forza. I movimenti laterali possono durare anche molto tempo ed è dimostrato che i mercati si muovono molto più frequentemente in orizzontale piuttosto che in direzioni ben definite. Quest’ultima considerazione assume ancor più valore specialmente se si considera che quanto più esteso è il movimento orizzontale tanto più forte potrà essere il trend che ne scaturirà. Quando il periodo di congestione dura abbastanza a lungo e dà tempo al mercato di caricarsi, ci si trova di fronte all’eventualità di una vera e propria esplosione che di norma avviene con lo sfondamento di uno dei due livelli (supporto o resistenza) e con il successivo sviluppo di un trend che prosegue nella direzione dello sfondamento. In casi simili utilizzare un sistema trend-following è un po’ come arrivare al cinema in ritardo, quando il film è già iniziato: lo si vede certamente, ma altri – quelli arrivati in orario – saranno in grado di apprezzarlo maggiormente. Il limite dei sistemi trend-following è infatti rappresentato dal ritardo con cui è possibile identificare un trend rispetto al suo inizio. Perché si possa parlare di trend, infatti, è necessario che il movimento sia già iniziato e che il trend stesso abbia preso forma. Per definizione, quindi, con un sistema trend-following è impossibile prendere posizione all’inizio del trend. Analoghe considerazioni valgono anche per l’uscita: perché si possa parlare di inversione di tendenza è necessario osservare segnali che non appaiono immediatamente ma che, al contrario, richiedono tempo. E il tempo, in questi casi, costa. Questa è una riproduzione parziale del documento composto di 47 pagine. La presente riproduzione è stata preventivamente autorizzata. Il volume è scaricabile previa registrazione al sito Tradingprofessionale.it |
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