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Offerta di oro

L’oro è indistruttibile, una volta estratto può essere usato e riusato. Nel corso dei secoli l’uomo ha accumulato grandi stocks di oro, circa 135.000 tonnellate e considerando che l’estrazione degli ultimi anni è di circa 3.000 tonnellate (2% delle riserve mondiali) questi stocks possono avere molta influenza sul prezzo che è particolarmente “price sensitive”.

Dal 1970 ad oggi l’offerta è aumentata passando dalle 1836 tonnellate del 1968 alle 2.571 del 1999, escluso i ricicli. L’offerta è così composta:

65% nuova produzione mineraria;
16% affinazione di scarti recuperi da oreficeria ed altre industrie come quella elettronica e dentale;
10% prestiti in oro offerti al mercato da riserve ufficiali d’oro;
9% vendite ufficiali da Banche centrali.

Scarti di oro

Prestiti in oro

Produzione mineraria

Settore ufficiale

 

 

 

 

Inoltre abbiamo assistito anche ad una crescita di liquidità del mercato dovuta all’aumento di prestiti da parte delle banche centrali soprattutto a società minerarie che vendevano al prezzo corrente per consegna differita.

Negli ultimi anni è cambiato notevolmente il comportamento delle banche centrali, da forti acquirenti di oro negli anni passati ( anche per il ruolo centrale che questo aveva nel sistema internazionale dei pagamenti ), alcune sono divenute negli ultimi tempi venditrici. Infatti la distribuzione nel tempo delle riserve auree indica che i Paesi più evoluti le hanno ridotte consistentemente, mentre quelli meno sviluppati le hanno incrementate in una misura però insufficiente a coprire le vendite dei primi Paesi.

Il 26 settembre 1999 fu annunciato a sorpresa un accordo tra le 15 Banche centrali Europee ( le undici del sistema europeo oltre Svizzera, Regno Unito e Svezia ) di non vendere, eccetto quelle già programmate, più di 2.000 tonnellate nei prossimi 5 anni con un massimo di 400 tonnellate per anno e di cercare di limitare, i prestiti d’uso e le operazioni in futures e sempre nella stessa data il presidente della E.C.B. rilasciò una dichiarazione affermando che “ l’ oro rimarrà un parte importante delle proprie riserve ”.

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