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Scegliere le azioni usando il ROE Warren Buffett si è unito al ristretto mondo dei supermiliardari in un modo veramente unico - come investitore e sfruttando le inefficienze del sistema finanziario mondiale. Tuttavia la sua strategia non è assolutamente segreta. Al contrario; Buffett segue una serie di regole e metodi di investimento chiari e coerenti. Nell'ultimo libro How to Pick Stocks like Warren Buffett Timothy Vick scava nei ragionamenti e nei criteri di scelta di Buffett. Questo articolo, scritto sulle basi del libro, studia una componente chiave dell'analisi di Warren Buffett: il return on equity (il rendimento dei mezzi propri), il ROE.
Gli anni novanta sono stati veramente un bel periodo per gli investitori e per tutta l'industria americana. Non solo gli investitori sono stati ampiamente ricompensati per i loro sforzi con rendimenti pari al 20% all'anno, ma le grandi aziende sono riuscite a registrare le migliori performance del secolo. I due risultati naturalmente andavano di pari passo. Se le società non fossero state così remunerative ed efficienti, gli investitori non sarebbero stati desiderosi di pagare alti premi per i loro utili. È indubbio anche il fatto che il mercato azionario avrebbe invogliato a investire anche avendo performance pari a una frazione di quelle che ha registrato. In realtà uno dei periodi di più alta debolezza del mercato del XX secolo ha coinciso con il rallentamento nella crescita degli utili delle aziende e a ROE traballanti. Rendimenti limitati dei mezzi propri tendevano a produrre basse valutazioni dei titoli e viceversa. Quando il decennio si concluse fu chiaro che le aziende statunitensi meritassero valutazioni sopra le medie storiche, semplicemente perché generavano rendimenti sul capitale degli investitori superiori ai livelli registrati per tutto il ventesimo secolo. Gli elevati rendimenti dei mezzi propri ottenuti dalle più grandi società negli anni novanta rappresentarono un fattore significativo nella forza mostrata dal mercato azionario. Questi profitti erano possibili grazie al raggiungimento di alcuni, importanti traguardi: utili sempre in aumento, migliore produttività interna, una riduzione dei costi generali, un forte incremento di fatturati. Gli strumenti societari usati per ottenere questi risultati - ristrutturazione, licenziamenti, "buyback" e il successo dei manager nel gestire il patrimonio - alimentarono uno dei progressi più impressionanti della storia del ROE. IL ROE per le società dello Standard & Poor's fu in media tra il 10 e il 15% per la maggior parte del XX secolo ma aumentò prepotentemente negli anni novanta. Alla fine del decennio, i ROE societari medi furono di ben oltre il 20% per tutte le 500 società. Per tutti gli anni novanta molte società tecnologiche riportarono nei libri contabili ROE superiori al 30%, come molte società "consumer" come la Coca-Cola o la Philip Morris e società farmaceutiche come la Warner-Lambert, Abbot Laboraties e Merck. Dato che le società registravano ROE così elevati sui mezzi propri (o valore di libro), gli investitori volevano offrire le loro azioni con un alto premio ripetto al valore di libro. Sebbene, per quasi tutto il secolo, i titoli siano stati scambiati a un valore tra 1 e 2 volte il patrimonio, alla fine del 1999 questo valore corrispondeva a sei volte il patrimonio. Ma, anche prima del 1999, Warren Buffett iniziò a chiedersi se le aziende potessero continuare a generare ROE superiori al 20%. Se non fossero state in grado, disse, i titoli non avrebbero più avuto il valore di 6 volte il patrimonio. La storia ha confermato le considerazioni di Buffett. Le società americane si sono dimostrate meno "generose" nel corso degli anni novanta nel distribuire i dividendi e hanno trattenuto una quota sempre crescente dei loro utili annuali. Inoltre l'economia americana sembrava capace di sostenere i tassi di crescita di solo il 3% o il 4% all'anno. In queste condizioni, sarebbe stato impossibile per le società continuare a generare all'infinito dei ROE del 20%. Sarebbe stata necessaria una crescita degli utili del 20% all'anno per produrre un ROE del 20%, un obiettivo considerato impossibile, a meno che l'economia non riuscisse a crescere con tassi superiori al 10% all'anno. Il rendimento dei mezzi propri ha un ruolo fondamentale quando si analizzano le società e si vuole osservare nella giusta luce il prezzo dell'azione e le valutazioni dell'azienda. La maggior parte degli investitori tende a concentrarsi sulla crescita delgli utili storica e prospettica. Anche gli analisti più importanti tendono a considerare la crescita dell'utile come l'elemento chiave del successo. Tuttavia l'abilità di una società di registrare ROE elevati è cruciale tanto quanto la crescita nel lungo periodo. In alcuni casi il ROE potrebbe essere un importante indicatore di performance perché le società possono ricorrere a molti piccoli trucchi per manipolare la contabilità. Warren Buffett espresse questo sentiment circa vent'anni fa: "Il test principale della performance economica dei manager di una società consiste nel raggiungimento di un elevato rendimento del capitale investito (senza eccessive leve, accessori contabili, ecc.) e non nel raggiungimento di una grande crescita nell'utile per azione" (dal rapporto annuale del 1979 della Berkshire Hathaway) Le parole di Buffett, a distanza di più di vent'anni, suonano più che mai profetiche. L'analisi del Roe e in generale dei dati storici della società ci permettono di avere un dato più obiettivo sulla società della quale vogliamo investire i nostri soldi. Come abbiamo visto infatti è spesso abbastanza facile manipolare dati di bilancio o "gonfiare" le prospettive degli utili. L'euforia dei mercati ha spesso finito per convalidare dei dati fondamentali non convincenti e sufficientemente analizzati, ma questo non ha quasi mai contribuito a rendere più solide le aziende. Per questo motivo Warren Buffet invita i risparmiatori a scegliere società di cui conoscono bene le vicende e i dati storici: l'unico modo sicuro, a detta sua, per registrare elevati rendimenti. Probabilmente un'analisi dell'andamento storico del Roe avrebbe dovuto far suonare un campanello d'allarme per tutti gli investitori, non solo al grande guru ... Il trend esponenziale che stavano vivendo i mercati non avrebbero potuto continuare così a lungo e doveva risultare chiaro che prima o poi la storia sarebbe finita. Ma forse Warren Buffett, a differenza di altri, è un guru anche per questo motivo ... detto questo, e reso onore al merito di uno dei personaggi più geniali della storia della finanza, qualche bel "trend reversal" se l'è digerito pure lui. |
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